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INTORNO AL FUOCO

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  • edmondo annoni

Riflessione sul predominio della figura del Medico e sulla Bellezza




Ovvero: “Se non sei medico non dovresti parlare” Tante volte si sente questa frase. Eppure sarebbe nell’apprezzare la Bellezza della molteplicità che l’umanità evolve. In un mondo dove il diritto alla parola ce l’hanno solo gli accademici della scienza-medica (e chi è allineato a loro) dove è finita la Bellezza?

Per me sta diventando impellente raccontare il mio punto di vista in un momento in cui si rischia di venire giudicati e “bollati” ogni volta che ci si prova. È un articolo lungo ma ti prego di leggerlo fino alla fine. Non ho interesse a convincerti di alcunché: semplicemente prova a ricordare che prendendo in considerazione strade diverse puoi sviluppare delle sinapsi nuove che potrebbero favorire dei cambiamenti importanti.

Molto concretamente: non ho nessun interesse che tu prenda scelte simili alle mie, semplicemente, se per almeno il tempo dell’articolo, prendi per vero quello che dico, potresti stupirti delle nuove idee che potrebbero sorgere in te su qualsiasi tema che ti sta a cuore in questo momento.


Quando ero studente alla scuola dell’obbligo, in terza media, mi ero reso conto in maniera sottile che alcune scelte riguardo alla scuola superiore erano “migliori” di altre. In poche parole, se eri un bravo studente, capace di prendere buoni voti era “auspicabile” che facessi poi il Liceo Scientifico o il Liceo Classico. Altrimenti sarebbe stata meglio una scuola professionalizzante o un Istituto Tecnico. La difficoltà di una scuola è misurata in maniera standard rispetto a tutti gli studenti: non è previsto che se una cosa risulta facile per me per te possa risultare difficile, e viceversa. Il Liceo è difficile per tutti, altre scuole sono facili per tutti…e collegato a questo..”se fai il Liceo sei meglio di chi non lo fa”. A volte è un discorso esplicito, altre volte velato. Però in terza media incominciamo a ragionare così. Ho memoria di alcuni miei amici alle medie amareggiati che le insegnanti avevano suggerito di fare una scuola professionalizzante e loro volevano fare il classico. Chi non ha ricordi di questo tipo?


Già in terza media ti ritrovi in un sistema “performativo”, in cui le scelte non vengono compiute dando valore alle capacità diverse di ognuno, ma vengono standardizzate in relazione alla perfomance. Questo perché a scuola (come è concepita in Italia, per come l’ho vissuta io) caratteristiche non misurabili non hanno valore rispetto alle caratteristiche misurabili. Cioè contano solo i voti. Non contano aspetti emotivi, psicologici e caratteristiche non misurabili come intuito, socialità, visioni alternative…. Tutte le forme di umanità che escono dal seminato del “stai zitto, fermo, ascolta” vengono sistematicamente inibite. Questo fa sì che se l’unica cosa che conta sono i voti l’unico sistema su cui basarsi per fare una scelta alle superiori sia legata ai voti. Voti alti? Scuole che a loro volta vogliono solo voti alti. Voti bassi? Scuole in cui sia più facile sopravvivere con voti bassi.

Il paradosso di questa narrazione è che spesso effettivamente alcuni percorsi di studi si semplificano spontaneamente per aderire alla narrativa proposta, per non avere cattive sorprese. Non voglio entrare nel discorso dell’educazione, è una parte del discorso funzionale all’articolo.


Il centro, in questo momento, per me è che non viene dato particolare valore alla particolarità di ognuno, ma solo agli aspetti misurabili, alla performance misurabile e che le scelte di vita debbano andare incontro a questo. È effettivamente una società che vuole appiattire ogni differenza, piuttosto che esaltarle come “bellezza”.


La Bellezza nasce solo nella molteplicità. Quando creiamo una scala di valori tra cose diverse finiamo per discriminare, giudicare e fratturare il Reale, quando invece apprezziamo le differenze vediamo la Bellezza, cioè la meraviglia del unico Reale nelle sue molteplici forme ed espressioni.


La stessa cosa descritta sopra capita durante le superiori. Attualmente, in italia, la scuola più lunga e difficile è la facoltà di Medicina. Le caratteristiche essenziali per studiare sei anni di medicina sono: essere ottimi studenti, prendendo già alle superiori voti alti e avere la voglia di studiare sei anni. È un investimento e perciò una volta intrapreso, cascasse il mondo, farai di tutto per portarlo a casa. La gente che ci prova è tantissima, alcuni entrano, altri vanno a fare infermieristica. Ora, ciò che serve è avere voti alti e voglia di studiare. Insomma valori performativi.

“Fai medicina? ma che bravo!”

Il percorso di studio complesso e la nomea del corso sono collegati a stipendi più elevati, importanza sociale e credibilità maggiori.Però, ricordiamoci, è frutto di un sistema che prende in considerazione soprattutto (se non solo) gli aspetti misurabili di una vita da studente, cioè i voti alti, continui e costanti.

Premetto: Con questo io non sto dicendo assolutamente che tutti i medici siano finiti a fare medicina per motivazione performative nella loro carriera da studenti e quindi anche nella carriera lavorativa. Sto dicendo semplicemente che la società attuale segue delle logiche di perfomance basate su aspetti misurabili e in questa costruzione la figura scientifico-medica puramente accademica ha assunto un valore particolarmente predominante che diventa perfino dogmatico e incontrastabile da chi ha altre caratteristiche e qualità, magari non misurabili in voti (da studenti) in stipendio, risultati e numeri (da adulti).


In questa situazione della pandemia, sostenendo che la Bellezza del reale si esprima attraverso la molteplicità, mi aspetto che vengano considerati aspetti sia scientifico-medici che artistici, creativi, sociali, filosofici, spirituali, culturali… ecc ecc. Invece, abbiamo soprattutto il punto di vista tecnico-scientifico che ha tutte le caratteristiche delle religioni tiranniche. Cioè dogmi e impossibilità di contraddirli. Ancora più sopra il denaro e i flussi di denaro (a cui dedicherò un articolo).



Tanti diranno anche: ma certo che è così! Nella società il medico è la figura lavorativa più importante, ti può salvare la vita!

Sarà sicuramente vero da un punto di vista misurabile/materiale ma così intendiamo per salvare la vita, per salute? Per andare avanti nel mio concetto devo superare un ostacolo (un dogma) che si sovrappone tra l’esprimere il mio concetto e tu che provi ad ascoltarlo, ovvero la frase: “se non sei medico non dovresti parlare di questioni che non ti riguardano”

Se però traduciamo la frase nel significato che spesso in realtà questa frase esprime, diventa: “Chi ha fatto medicina ha studiato per anni e anni prendendo voti alti, ha un valore sociale maggiore del tuo, ha uno stipendio maggiore del tuo, quindi ha ANCHE più potere economico, non contraddirlo perché significa mettere in dubbio il sistema performativo che abbiamo costruito basato sul non mettere in discussione il pensiero tecnico-scientifico” allora posso benissimo dirlo perché è esattamente lo scopo che mi prefiggo. Vado ancora oltre: per quale ragione la scienza medica è la più importante rispetto, ad esempio alle arti, alla filosofia, alle discipline esoteriche, olistiche, culturali, umanistiche, intellettuali….? La Bellezza si esprime attraverso il molteplice. Escludendo la bellezza con il pensiero unificato in cui la tecno-medicina è la sola disciplina valida abbiamo la tirannia.


Il medico mi salva la vita solo prendendo in considerazione gli aspetti misurabili-accademici. Lo fa attraverso sistemi misurabili che sono soluzioni semplicemente chimico-materiali che sono i farmaci. Probabilmente un buon medico avrà anche un buon approccio emotivo ed empatico, ma per buona parte della carriera con cui si è formato non contava.


Se venissi esiliato su un isola deserta e dovessi scegliere una sola persona al mio fianco non sceglierei in base a una professione ma in base ad altre caratteristiche: empatia, capacità di esercitare il proprio potere personale, creatività…Probabilmente quindi non sceglierei un medico. Nella mia classifica personale sceglierei prima la mia fidanzata, se lei non potesse probabilmente sceglierei uno sciamano, o un comico o una figura in qualche modo creativa e amorevole…perché in realtà della mia salute strettamente materiale-corporea me ne frega fino a un certo punto. In realtà nel mio scopo di vita mi interessa essere felice e magari imparare ad esserlo in modo incondizionato, una serenità totale, come direbbe Battiato, un centro di gravità permanente.


Tu cosa cerchi nella tua vita?


Forse: “La salute prima di tutto” (altro dogma inattaccabile) Cioè? Che vuol dire? Sembra che se c’è salute corporea, il resto venga dopo. La gioia, l’equilibrio tra mente corpo e spirito, la capacità di esercitare il potere personale, sia interamente demandato alla salute corporale…ma è davvero così? Io nella mia vita, come esperienza diretta, ho notato che se sono in equilibrio, posso avere o non avere il raffreddore e sentirmi comunque bene, vivo e nella gioia. Cioè non vengo più scosso quando risiedo nel mio centro di gravità! E vengo al massimo “temprato” dai sintomi di una malattia. Quando invece mi dimentico di esserci, è tutto complicato: ho memoria di quando un’influenza mi infastidiva e volevo magari prendermi un’aspirina per farla passare più in fretta. Però, con il tempo, nei sogni della febbr o quando imparavo a “stare” nel momento presente, imparavo molto di più da me stesso. Lasciando che la “malattia” si sviluppi piuttosto che a contrastarla con l’insofferenza, comprendo di più di me stesso e soprattutto dove “risiede” il mio centro di gravità. Quindi forse, almeno per me, la salute fisica è meno importante della la sensazione di essere vivo, quindi sempre più sto coltivando questa vitalità incorruttibile perché non dipende da nulla se non da me stesso.


E tutte le persone attorno a me (e Io, chiunque o qualunque cosa sia) contribuiscono a questo. Ognuna con le proprie particolarità e bellezza. E non mi fermo qui: nella mia idea di Gioia l’intera Bellezza del reale (che è molteplice) può contribuire alla mia felicità.


Sull’isola deserta cercherei di essere felice (nonostante o grazie!) all’isola deserta senza via di fuga. Quindi nonostante (o grazie!) alle malattie che potrei avere.


Questo perché per me il concetto di salute non é “evitare qualsiasi cosa, malattia, virus che possa modificare il mio stato attuale fisico”, ma è “costruire una profonda e costante sensazione di esserci”. (Se proprio devo definire il concetto…perché poi in realtà mi risulta comunque stretto) Anche perché il primo concetto è destinato a fallire, essendo i nostri corpi deperibili e la Fine e l’Inizio principi indistricabili.


Il problema è che un medico l’unica cosa che potrebbe fare su un isola deserta è tentare di cancellarmi malattie, virus e sensazioni di malessere con il suo kit di pronto intervento. Ma non ha idea di come facilitarmi la costruzione di un centro di gravità permanente. Che in realtà c’è nononostante (e grazie!) l’eventuale malattia. Poi sono sicuro che tanti medici lo hanno capito e che quindi stiano cercando di integrare aspetti non materiali e non misurabili nel loro lavoro.


Ma l’ha capito quella parte dell’ambiente scientifico-medico che è in grado di essere umile rispetto al fatto che gli anni di studio investiti sono serviti per conoscere solo una parte dell’essere umano, importante tanto quanto le altre e non di più. E che la Bellezza sta nel riconoscere la meraviglia del reale, compresi gli aspetti non misurabili, non dimostrabili, non scientifici.


Quello che sto dicendo anche a te è che la felicità che cerchi non dipende manco dall’assenza del Covid, attraverso tutti i sistemi che ben conosci tra i quali i vaccini e il green pass (sempre che serva a questo ma non voglio allargare il discorso) ma da qualcosa che la società performativa che ha costruito una casta intoccabile e dogmatica, come quella scientifico-medico, non ti darà mai.



Edmondo

 

Se senti che provi difficoltà a confrontarti con la Bellezza nella molteplicità (comprese idee diverse dalle tue), se questi temi ti risuonano o se semplicemente vorresti discuterne ancora, Contattami, il suono può aiutarti a percepire queste comprensioni profondamente.